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Carnevale 2008


E’ l’anno dello strappo. Il Gruppo 2001, decide a malincuore di non partecipare al veglione. E’ una scelta sofferta, ma inevitabile. Sofferta perché dal 1975 ci si è sempre esibiti, assieme agli altri gruppi, nel sito più idoneo al veglione – un teatro – con il comune obiettivo di dare continuità a questa storica e singolare manifestazione. Inevitabile, per l’approssimazione insopportabile con cui impettiti e imperturbabili organizzatori dell’ultima ora, sindaco e assessore compresi, si ostinano a ritenersi depositari di verità assolute.

Si decide dunque che la maschera, o meglio lo spettacolo, sarà rappresentato nel salone dei Cappuccini. Divampano le polemiche. Persone sapientemente indottrinate portano in giro il Verbo: "il Gruppo 2001 vuole far morire il veglione". La bocca di miele della carta stampata, dispensando come al solito notizie di primissima mano, fa sapere che il Gruppo 2001 “per ragioni squisitamente pecuniarie ha preferito esibirsi per i propri fans ai Cappuccini”. Il sindaco, ghermendo il diletto microfono sul palco del Cine Astra, tira fuori una massima che avrebbe lasciato secco anche Monsieur de La Palisse: “Perché tutti sono utili e nessuno è indispensabile!!!”. Non pochi fra i presenti hanno pensato che si riferisse a se stesso. Meno male che, qualche giorno dopo, il giornaletto l’Obiettivo ha sciolto il rebus rassicurando: il sindaco sta “alludendo a chi si adopera mosso dal denaro”. E così ai lettori è sorto il dubbio che si riferisse proprio all’Obiettivo.

Dunque il Gruppo 2001, martedì 5 febbraio 2008, rappresenta la maschera nel salone dei Cappuccini sobbarcandosi ogni tipo di onere, dall'affitto della sala all'amplificazione. E proprio perché questa scelta è dettata da “ragioni squisitamente pecuniarie”, l’ingresso è libero, cioè sine pecunia, col risultato che il Gruppo 2001 si esibisce, non esattamente “per i propri fans”, ma per una folla sterminata, in altre parole mìenzu paisi. Tantissima gente, non trovando posto nella sala traboccante, cerca di seguire la maschera alla meno peggio, ascoltando dall’esterno e traguardando da ogni possibile spiraglio. Di fronte a questa affluenza di pubblico assolutamente non preventivata, il Gruppo 2001, alla fine della rappresentazione, durata più di un’ora e mezza, ritiene doveroso nei confronti di chi è rimasto fuori, concedere una replica immediata.

La maschera, dal titolo La macchina del tempo, ripercorre in maniera analitica le contorte vicende delle elezioni amministrative del 2007, di gran lunga più surreali di articolati esercizi di fantasia. Con una trovata assolutamente geniale, queste vengono rivisitate grazie ad un diabolico marchingegno, una macchina del tempo che, proiettando tutti nel 2038, permette di vedere i due candidati a sindaco del 2007, ormai più che incartapecoriti (Cicero 76 anni e Campo 88, impersonati in maniera straordinaria da Vincenzo Perrini e Enzo Meli), curvi su una panchina, sotto la luce fioca di un lampion, a rimembrare, straripante di antica grossolana superbia il primo e di smisurato spirito di rivalsa il secondo, quell’accesissima campagna elettorale di trent’anni prima e svelare inquietanti retroscena di allora. L’effetto è spettacolare ed esilarante. Tutta la maschera, si snoda attraverso continue proiezioni al 2038 e ritorni al 2008, un perfetto pendant fra la panchina darrìa u castìeddru dove, nel corso di tre serrati dialoghi, la comicità tocca vette mai intraviste in precedenza e il cabaret, articolato come la più circostanziata delle cronache, in un ritmo impressionante di battute, colpi di scena, trovate, gag e canzoni originalissime (dal brindisi della Traviata, a Lilì Marleen, dalla canzone del Piave a Messico e nuvole, dal Quartetto Cetra, a Nanni Svampa, a Enzo Iannacci, a Paolo Conte) cantate a cinque voci e magistralmente eseguite dalle due chitarre di Enzo e Paolo. Gli applausi sono continui e scroscianti, il complimento più ricorrente è: ”non si era mai visto mai niente di simile”. Qualcuno azzarda “dopo questa maschera, sarà impossibile migliorarvi”. Naturalmente raccogliamo la sfida!