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Carnevale 2014

Gruppo 2001 - da sx verso dx - Enzo Cucco, Paolo Cicero, Massimo Genchi, Giuseppe Cucco e Vincenzo Meli

E’ nostra convinzione che essere un soggetto della maschera, della smancia, sia un merito: lungi da noi l’idea che si debba entrare nelle nostre “grazie” per diventare soggetto o che si debbano acquisire meriti speciali in ambito paesano. Il merito che noi intendiamo è la capacità che hanno avuto fatti, persone e personaggi, situazioni, costumi, modi di fare, di assurgere agli onori o ai dis-onori, e comunque all’attenzione, della cronaca locale, di essere entrati nell’immaginario collettivo della gente di Castelbuono, non importa se per sentita approvazione o per decisa disapprovazione.

Gruppo 2001 - Carnevale 2014Certo, la politica ha per noi e le nostre maschere un fascino irresistibile e preponderante: ma chi ha seguito il nostro percorso sa che, da tempo ormai, la nostra maschera è in buona parte politica o comunque ha sempre una parte politica (salvo trascurabili frangenti). Lo sanno i tanti che hanno gustato La macchina del tempo o U bbastarduni e le maschere successive. Non si capisce come qualcuno possa ancora rimanere sorpreso di questa connotazione che abbiamo mutuato dai Figli di nessuno. Non abbiamo alcuna remora a confessare di essere cresciuti, nell’ambito del veglione, a pane e Figli di nessuno. E loro, esclusivamente sulla politica, hanno costruito maschere che sono entrate nella storia del Carnevale.

D’altra parte è facilmente rilevabile, scorrendo le maschere degli anni passati, che la politica con l’analisi dei suoi personaggi, la cronaca semiseria delle elezioni che hanno sempre vincitori e “trombati”, la chiosa alle carenze, forzature, contraddizioni, ansie di potere e di poltrone, degli amministratori della cosa pubblica, oltre ad appassionare noi del Gruppo 2001, lasciatecelo dire, ha appassionato anche voi del pubblico. Va detto altresì che, sebbene i fatti e i personaggi politici siano quelli che ci colpiscono maggiormente, nei nostri quasi 40 anni di Veglione innumerevoli sono stati gli argomenti non politici e più “popolari” che abbiamo trattato: come citazione ricordiamo, a memoria: gli esilaranti scontri presunti tra Ntoniu Vintureddra e Micu Nantista e tra Cin Cin e Extra Bar, i filmati dell’indimenticabile Cristoforo Rucchelli alle prese con il distributore di sigarette, della farmacia del Dottore Sottile, della rapina al Banco di Sicilia, del compianto amico Pietro Macaluso e di suo fratello Enzo dû Magazzeno, dell’M4 a beddra putìa, dâ Funtana dâ Chiazza Nnintra o dî 4 Cannola, Bulletta telefonica stratosferica del Comune in un anno particolare; e in tempi più recenti le caratterizzazioni, che senza passare per presuntuosi possiamo definire coinvolgenti, di Liboriu Nuci e di Donatella. A proposito di quest’ultima vanno dette due cose: la prima è che ci piace rivelare, così per puro edonismo, che il successo della smancia a Donatella è frutto soprattutto di uno studio approfondito condotto su una tesi di laurea attorno al dialetto e alla fonetica di Pollina. La seconda la riporteremo poco più avanti.

L'innumerevole affezionato pubblico del Gruppo 2001In ogni caso, qualunque sia il soggetto, in quasi 40 anni di maschere non abbiamo ricevuto accuse di essere stati offensivi o di cattivo gusto da parte dei soggetti coinvolti, tranne che in un solo caso per il quale comunque l’offesa lamentata dal diretto interessato fu più volte smentita da loro congiunti e dai fatti che mai ci hanno visto chiamati in causa in modo significativo. L’ex sindaco Cicero, che non può essere tacciato di servilismo nei nostri confronti e che tante volte è stato soggetto della nostra maschera, ebbe a dire che la bravura del Gruppo 2001 sta nel dire le cose senza, di fatto, averle dette. Questo con buona pace dei presunti censori, spesso interessati, che negli anni hanno provato a vedere intenti offensivi o denigratori mai presenti. E qui cade a fagiolo la seconda cosa che volevamo dirvi a proposito di Donatella: Donatella è stata, alla conclusione della maschera di quest’anno al palatenda, la prima a complimentarsi con noi balzando sul palco a sipario appena chiuso; ed è stata seguita a ruota da suo figlio e dal marito Carmelo: tutti e tre con il sorriso sincero di chi si è sentito onorato di essere stato oggetto di smancia, così come noi siamo stati onorati di poterli smanciare nella nostra maschera. Chi ha orecchie (lunghe) per intendere … intenda, e semmai rivolga le sue ansie censorie a se stesso e alle offese che nel passato, lui sì, ha dispensato. Chi ha lanciato questa accusa fuori luogo, per fortuna una sola voce senza coro, si è differenziato anche da chi l’ha fatto nel passato, nell’unico caso in cui è successo: infatti allora chi lo disse ebbe il coraggio – gliene riconosciamo il merito – di identificarsi con nome e cognome, il censore di quest’anno ha preferito farlo da coniglio, schermato dall’anonimato, piuttosto che gridarlo da leone: ma che volete, persino nell’ambito dell’amministrazione comunale c’è chi non ha il coraggio di attribuirsi le proprie scelte. Al contrario del Sindaco Tumminello che, quest’anno, con il palatenda ha fatto una scelta coraggiosa, impegnativa e che poteva ritorcerglisi contro; invece, e bisogna dargliene atto, si è rivelato un grande successo di pubblico e un incubatore di tante iniziative, portando tantissima gente al veglione pur senza gravare, a conti fatti, sulle asfittiche casse comunali. Prosit al Sindaco, ma è anche la conferma che siamo sempre stati facili profeti a reclamare uno spazio per il Veglione e per le attività teatrali e culturali di Castelbuono.

Un piccolo cenno su due querelle che hanno solleticato i nostri padiglioni acustici, o meglio, le nostre fosche pupille.

Gruppo 2001 - Carnevale 2014La prima è relativa all’ipotesi che la maschera non si debba contaminare con sperimentazioni varie, musicali, scenografiche, di nuovi schemi rappresentativi, ecc.: questo è un falso assoluto. Se la maschera e il Veglione sono ancora qui si deve ai Figli di nessuno che, nel lontano 1973, introdussero il Cabaret, ai Poeti che perpetuarono la maschera “tradizionale”, a noi che cominciammo a introdurre i media, con la trilogia fotografie-diapositive-film, quindi la banda come accompagnamento musicale, i nostri figli come segno di continuità, u sceccu mpannizzatu che entra al Cine Astra con in groppa il sindaco Santannuzza, l’inserimento di sketch popolari in uno schema di cabaret (ricorderete le panchine di La macchina del tempo), l’intervento non prevedibile di attori mescolati tra il pubblico (Pierino Castiglia, Giacinto Cangelosi, Giovanni Noce). E’ evidente che il nostro parere circa l’opportunità di sperimentare nella maschera è non solo positivo, ma anzi di esortazione a farlo sempre più; tanto la selezione di quelle significative avverrà naturalmente, sulla base dei feedback del pubblico, l’unico che può promuovere o bocciare. E le più significative diventeranno esempio per gli altri. Certo, esempio che gli altri dovrebbero studiare e applicare secondo le proprie caratteristiche: l’imitazione e la copia, da dovunque esse provengano, sono da evitare e chi le attua, a volte con un meccanismo stupido di pick & put, non ha capito granché del Veglione e del Sogno che vive in esso.

Gruppo 2001 - Carnevale 2014La seconda querelle è quella nasce dall’ipotesi, appena sussurrata da qualcuno, sempre al calduccio dell’anonimato, che il Gruppo 2001 non partecipi sempre al veglione, o assieme agli altri gruppi, per motivi economici: obiettivamente riteniamo sia una falsità e una cattiveria che ferisce. Ma se si riflettete solo un attimo, in realtà denuncia solo la pochezza mentale di chi sostiene questa tesi: una delle prove inconfutabili del contrario è che il Gruppo 2001, rappresentando la maschera autonomamente, rinuncia ad avere a tavula cunzata per sobbarcarsi: spese di SIAE, spese di amplificazione, spese di trasporto sedie e materiali, noleggio della sala, incombenze organizzative sia della sala che dei posti da assegnare al pubblico, assunzioni di responsabilità ecc. Senza dire che per assistere alle maschere del Gruppo 2001 non si paga biglietto (anche quest’anno abbiamo messo solo un ticket di prenotazione della sedia, solo per regolare l’afflusso). Invece se il Gruppo 2001 si presentasse al Veglione a panza e prisenza, otterrebbe molto di più e senza alcuna incombenza. Allora qual è il motivo, vi chiederete? Il primo motivo è che la nostra maschera ha bisogno di ambienti di rappresentazione certi e verificabili per tempo; non ci è possibile improvvisare conoscendo solo all’ultimo la location del Veglione. Il secondo, ma con rilevanza paritetica, è che la nostra maschera ormai veleggia stabilmente tra 1 e 2 ore, con preferenza spiccata verso l’estremo superiore; non sarebbe giusto per gli altri gruppi cominciare a rappresentare alle 00:30 o addirittura dopo, così come non sarebbe giusto per noi cominciare le due ore circa di spettacolo alla stessa ora o più in là. Nel recente passato ci abbiamo provato e qualcuno ricorderà che finimmo alle 5:30 di mattina, un’ora più da cappuccino che da dopocena. Infine, il nostro ritorno al Veglione quest’anno, non appena le condizioni organizzative lo hanno consentito, dovrebbe testimoniare ulteriormente la nostra disponibilità verso il Veglione organizzato da una amministrazione comunale.

Gruppo 2001 - Carnevale 2014Ma andiamo alla maschera di quest’anno, Arrivàu a mula ô funnacu. E’ vero, la maschera – come accade ormai da tempo – prende molto meno in considerazione fatti e personaggi popolari per il semplice motivo che questi non hanno più lo spessore e la pregnanza di un tempo. Qualche personaggio fra i più significativi e indovinati lo abbiamo abbondantemente sfruttato fino a due anni fa, ma si comprende bene che non è possibile “fare la maschera” allo stesso soggetto all’infinito. Allora in mancanza di personaggi, situazioni e fatti popolari, la maschera non può che essere incentrata, come accade ininterrottamente dal 2007, quasi completamente sulla politica.

Si è detto che la maschera 2014 è focalizzata sul PD. Bene. Provate a consultare, per esempio, l’archivio notizie di CastelbuonoLive e controllate se si è tralasciato qualcosa di politicamente significativo. Se, nel bene e nel male, è il PD e nessun altro – neppure l’amministrazione – a fornire spunti per la maschera, la colpa non pare addossabile al Gruppo 2001. D’altra parte, negli ultimi anni, se si escludono le campagne elettorali e i risultati delle elezioni, di chi si è parlato nelle nostre maschere? Andate a rivedervi U bbastarduni: per un’ora e cinquantadue minuti si parla sostanzialmente dell’ex sindaco. Eppure da molti è ritenuta una maschera cult.

Gruppo 2001 - Carnevale 2014Arrivàu a mula ô fùnnacu, in tutta sincerità, non è più fiacca rispetto alle maschere più riuscite del Gruppo 2001, anzi ci sembra lucidamente organica, almeno come La macchina del tempo. Prescindendo dalla tambureggiante introduzione, dedicata alla spinosa questione delle bollette Tares, lo scheletro della maschera è rappresentato dalle note, intricate e controverse vicende del PD locale e del suo ex leader che hanno scandito il fluire dell’anno solare 2013 e rischiano di influenzare anche il 2014. Vicende che, come è stato rilevato dagli ascoltatori più attenti, ricalcano quelle della penosa politica nazionale di oggi e che hanno ispirato l’idea dell’eterno ritorno, vale a dire il tourbillon di passaggi politici che portano i personaggi più distanti ma anche i più acerrimi nemici a ritrovarsi, alla fine, tutti dalla stessa parte. Quella del potere. E il titolo arrivàu a mula ô fùnnacu, al pari di ogni altra cosa dentro la maschera, ha una sua ben precisa ragione e cioè che la politica è ormai giunta al limite estremo al di là del quale è impossibile andare. Una politica, come si dice nei passaggi finali, che è di per sé satira, mentre la satira, paradossalmente, diventa forse l’unica forma di opposizione politica.

Gruppo 2001 - Carnevale 2014Tecnicamente la maschera è costruita sulle ormai canoniche alternanze fra sketch di ambientazione popolare, cabaret maniacalmente rimato, riproposizione di termini e parti della parlata di Castelbuono (volutamente incomprensibili per invogliare chi ascolta ad andarli a riscontrare) e canzoni coinvolgenti, non sempre facili da arrangiare e da cantare, sovente pescate nel ricco patrimonio musicale italiano degli anni ’20-’40. Ci scusiamo, infine, per un paio di inconvenienti tecnici che disturbano l’ascolto di questa registrazione mentre vi auguriamo buona visione e buon divertimento.