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Presentazione sito internet

Auditorium Liceo Scientifico di Castelbuono - 12 settembre 2010


Dopo tanti mesi di duro e incessante lavoro il sito è pronto per essere varato: a varca si misi avanti. Finalmente. Per la presentazione, al cospetto del solito pubblico di aficionados, si sceglie una forma anomala che non è quella della conferenza o della relazione, né quella della rappresentazione cabarettistica (che il pubblico maladdriccatu dal Gruppo 2001 sempre si aspetta), ma una commistione di entrambe.

Il pubblico trova l’emiciclo dell’Auditorium diviso longitudinalmente a metà da una rete di pallavolo nella quale Enzo Meli, al suo ingresso, incespica maldestramente e inveendo contro Perrini gli chiede a più riprese, riceven do sempre risposte evasive, quale sia il motivo di tutto ciò. Si comincia con una celia a più voci che svela perché il Gruppo 2001 non ha preparato alcuno spettacolo per Carnevale, preferendo concentrarsi, invece, sulla preparazione del sito.

Dopo che Enzo Cucco, in breve, ripercorre la genesi del Gruppo 2001, Paolo e Massimo rendono nota la dichiarazione di intenti del sito che in estrema sintesi si può così rendere:

Una volta tanto l’obiettivo non è quello di far ridere il pubblico quanto invece, attraverso la fruizione degli archivi del passato, celebrare il Veglione, il Carnevale e la loro essenza, la “smancia”, così fortemente connaturata con i castelbuonesi, fornire a chi vuole accostarsi a questo spettacolo esempi da emulare e da superare, come vuole l’eterna legge dell’evoluzione.

Quindi Roberto Minutella, che dopo il Grande Cesare fu il presentatore di diverse edizioni del Veglione, traccia per grandi linee la storia della maschera e dei suoi interpreti dagli anni ’60 fino alla chiusura delle Fontanelle.

A questo punto si entra nel vivo della serata e Peppe Cucco, che del sito è stato il maître, ha l’arduo compito di svelarne la struttura in tutti i suoi dettagli. Sorvolando sui tecnicismi, la scorsa delle varie sezioni del sito diventa occasione per rivedere spezzoni che hanno provocato non poche emozioni, come nel caso della scena della Farmacia o della rapina al Banco di Sicilia, ma anche dell’esecuzione de La canzone intelligente che, il corposo accompagnamento bandistico, rende più vicino a un pezzo d’Opera che a uno di Maschera.

Non più chitarre e mandolini per gli accompagnamenti
ma trombone, grancassa e clarinetti: una miriade di strumenti.
Sonorità musicali che riempivano il palcoscenico e la sala
ddrà intra un parieva u Vigliuni, ma il Teatro della Scala.

Ora, a distanza di anni, l’idea di affiancare le due chitarre con gli strumenti della banda viene svelata come un sottile stratagemma pp’un fari sunari a Paulu ccu Enzu, a Ciceru ccu Cuccu!

Al suono di questa magica allitterazione, ccu Cuccu, Enzo Meli si illumina e chiede a Perrini: Ccu ccu? E Vincenzo, che sembrava aspettare quella battuta da un secolo, gli risponde: ccu ccuccu!, continuando poi ad inseguirsi per le tortuosità di quel tormentone che era stato uno dei punti più comici dell’indimenticabile spettacolo U bastarduni.

Le macchiette continuano con l’inedito pezzo relativo all’attività commerciale del sindaco di fresca inaugurazione e, finalmente, viene spiegato il perché di quella rete divisoria che simboleggia l’analoga divisione in due della Piazza Castello durante i recenti spettacoli estivi, per separare la zona a pagamento da quella franca.

Improvvisamente la scena viene invasa dai nostri figli i quali, facendosi beffe dei genitori, riportano alla mente dei presenti le loro gesta sul palco quando, poco più che infanti, furono una delle novità più originali delle maschere di quel periodo. Come testimonia il video che li vede, teneramente implumi ma già dispettosi, sul palco del Veglione a chiudere la maschera dell’anno 2001:

Ora accumincia u nùosciu Vigliuni
sìemu i figli dî dumila e uni
faremo vivere la tradizione
viva la maschera e viva il Veglione
.

E sulle immagini che continuano a scorrere, la canzone viene intonata dal vivo con padri e figli a cantare a squarciagola:

Smancia, smancia, smancia chiù forti
quanni ô Vigliuni si rapinu i porti
smancia
, smancia ca unn’è lariu
quannu nnô parcu si chiudi u sipariu.

Quindi si riprende con l’esplorazione del sito e di quella parte che riguarda l’aspetto a tutti più caro, il vecchio Teatro Comunale. Viene presentata una ricca e inedita documentazione iconografica che permette una ricostruzione di quel luogo mitico del quale in pochi, ormai, conservano un diretto e nitido ricordo.

E per suggellare l’indimenticabile serata, il Gruppo 2001 stringe in un intenso abbraccio il suo pubblico cantando in coro con esso La vita è bella, una canzone del 2004 che, da allora, chiude quasi tutti gli spettacoli e, nonostante fosse stata scritta per uno spettacolo di satira, ha finito col diventare un inno alla vita, all’amicizia e alla gioia.

Da quella sera, con un gesto significativo che riempie di orgoglio e commozione ogni membro del Gruppo 2001, la famiglia Fiasconaro ha voluto che il testo de La vita è bella campeggiasse sulla tomba di Cesare Fiasconaro, a sintetizzare i due aspetti essenziali della vita: la gioia e il dolore.


Locandina evento "Presentazione Sito Internet"

Fotografie serata "Presentazione Sito Internet"

Fotografie preparazione serata "Presentazione Sito Internet"